Il cuore pulsante della missione degli Horti Pisani in Calabria è stato l’incontro multiplo con il bergamotto. Infatti, abbiamo visitato varie strutture con organizzazioni diverse, impegnate nello sviluppo e nell’utilizzo dei bergamotti e nella loro distribuzione sul mercato.
La prima visita è stata a una struttura che esegue in sede il ciclo completo: dalla coltura delle piante alla lavorazione dei frutti, con la separazione, dalla polpa e dal relativo succo, del cosiddetto olio essenziale, che si ricava dalla buccia. Il responsabile, Antonio Minnici, non solo ci ha illustrato il funzionamento delle varie attrezzature meccaniche per il processo della separazione olio essenziale/polpa/succo, ma ci anche descritto le sue applicazioni.
L’olio essenziale, che non può essere ingerito perché altamente tossico, sarebbe una componente base per ogni genere di profumo.
Il succo invece viene ingerito come integratore naturale, e si è dimostrato utile in molte applicazioni mediche, per la presenza di flavonoidi che agiscono come antiossidanti e antinfiammatori. Notevole è infatti l’abbassamento del livello di colesterolo, che si ottiene con l’ingestione del succo, ed in particolare la riduzione di quello “cattivo”. Il suo utilizzo deve comunque essere sempre coordinato con il medico. Infine Minnici ci ha manifestato le difficoltà che si devono affrontare per mantenere la propria autonomia, di fronte ai grandi gruppi industriali che tendono sempre di più a inglobare le piccole e medie strutture.
La seconda struttura che abbiamo visitato era organizzata su una tipologia consorziale, in cui i vari soci si occupano ciascuno dei vari aspetti: la piantumazione, la tenuta delle piante e l’effettuazione del raccolto; l’estrazione dell’olio essenziale e la separazione della polpa e del succo; la commercializzazione del prodotto finito in campo nazionale ed internazionale.
La presentazione del consorzio è stata fatta dal presidente, l’avvocato Ezio Pizzi, che ha illustrato la capacità dei vari imprenditori di gestire una rete commerciale nazionale ed internazionale .
Infine, la terza struttura è stata presentata dal suo proprietario, l’avvocato Elio Attinà. Ci ha raccontato che l’azienda agricola è nata su un territorio che era stato acquistato per la famiglia dal padre, alla cui morte l’avvocato ha rilevato tutte le quote. Una volta in pensione, poi, ha deciso di dedicarsi al bergamotto, mettendosi alla direzione di una struttura completa, dalla crescita degli alberi fino alla produzione del prodotto finito, utilizzando tecnologia antica (quale un pozzo naturale da cui prendere l’acqua nel metodo dei due secchi) e moderna (quale “la domotica” per controllare la quantità di acqua per ciascun albero e l’irrigazione programmata). Inoltre ha mantenuto un aspetto familiare nella conduzione. Alla fine della visita ci è stato offerto un lunch in un’atmosfera casalinga e piacevole.
Nel complesso le tre strutture visitate presentano the approcci diversi: un investimento industriale, uno consortile e una struttura a carattere familiare, che ora utilizza una tecnologia moderna ed efficiente.
A conclusione abbiamo effettuato una visita al “Museo del Bergamotto”, il cui presidente, Vittorio Caminiti, ci ha non solo descritto l’evoluzione degli apparati meccanici afferenti alla lavorazione del frutto, ma ci anche illustrato come quetsa produzione abbia trovato concorrenza spietata non solo da parte dei francesi ma di molti altri paesi, mettendo in difficoltà gli imprenditori calabresi che vogliono mantenere la leadership sia in quantità che in qualità.
Nel complesso abbiamo effettuato una visita molto interessante, che ha soddisfatto “tutto quello che volevano conoscere e non avevamo il coraggio di chiedere” sul bergamotto.
Alberto Del Guerra
