Malva

Malva sylvestris L.
(Fam. Malvaceae)

Origine del nome

Il nome del genere deriva dal termine greco “malakos”, che significa “ammollisco” in riferimento alle sue proprietà emollienti.

Nomi dialettali toscani

Malva selvatica, malva salvatica, marva, malvia.

Descrizione

Pianta originaria dell’Europa e Asia temperata, è un genere molto diffuso nel nostro paese.

È una pianta erbacea annuale o perenne con fusti prostrati o eretti alti fino a mezzo metro ma talvolta di più. Presenta foglie di forma palmata con 5 lobi e margine seghettato irregolarmente. I fiori sono riuniti all’ascella delle foglie, hanno petali bilobati di colore roseo, spesso con tre strie violacee longitudinali.

Dove si trova

Pianta a diffusione subcosmopolita, predilige terreni erbosi, si può trovare soprattutto nei campi abbandonati, lungo le strade di campagna e tra i ruderi.

Quali parti si raccolgono e quando

Si usano i fiori, presenti sulla pianta da maggio ad agostoi, e le giovani foglie. Per gli usi farmacologici fiori e foglie si fanno essiccare all’ombra a temperature non superiori a 40 gradi.

Quale uso se ne fa

La ricca presenza di mucillagini nei fiori e nelle foglie fa si che la malva trovi largo uso come emolliente e calmante delle infiammazioni delle mucose in caso di tosse, mal di gola, raffreddore, afte.

Le foglie giovani si consumano crude o lessate insieme ad altre erbe, o in zuppe, passati di verdura e minestroni. Tipica del Mugello fiorentino la “zuppa di malva” preparata sia con le foglie che con i fiori.

Tra gli usi più diffusi a scopo medicamento c’è quello come decotto da usare per sciacqui i caso di infiammazioni alla gola o alla bocca o per impacchi oculari in caso di herpes.

Nel pisano il decotto delle sommità fiorite o delle foglie si usa come antiemorroidario. 

In alcune zone della Toscana la radice si strofina sui denti come sbiancante.

Curiosità

Fin dai tempi antichi i fiori e le foglie erano considerate un rimedio per tutti i mali.

Nella tradizione contadina, venivano raccolti alla vigilia di San Giovanni e messi sui davanzali perché si bagnassero con la “guazza” e diventassero una panacea per tutti i mali.

Questa pianta era utilizzata già dagli antichi Greci. Ippocrate la raccomandava per le sue proprietà emollienti e lassative.

Tra i suggerimenti culinari di Leonardo da Vinci si trova questa osservazione sulla Malva:

“è una delle erbe più utili. Puoi cuocere le foglie come fossero spinaci. (Le foglie crude sonoun ottimo antidoto contro vespe e ragni). Puoi cuocere i gambi come fossero asparagi. E puoi anche mangiare i fiori, bagnati nell’uovo e fritti, proprio come faresti con i fiori di zucca (sono molto utili contro i gonfiori). Battista* sostiene che bere un infuso di malva previene la stizza e altri sintomi che hanno portato suo marito alla pazzia.” 

*la cuoca di Leonardo