Bellis perennis L.
(Fam. Compositae)
Origine del nome
Il nome del genere viene dal latino “bellus” che significa grazioso, “perennis” indica invece che la pianta è appunto perenne, non annuale.
Nomi dialettali toscani
Pratolina, margheritina selvatica, primo fiore, primola, fior di primavera, fior gentile.
Descrizione
Pianta erbacea perenne con foglie ovali allungate più larghe all’apice, che formano rosette appiattite da cui si innalzano steli di 10–20 cm al massimo che portano all’estremità infiorescenza solitarie formate da fiori esterni bianchi screziati di rosa–rosso e fiori interni gialli.
Dove si trova
Specie originariamente a diffusione Europeo-Caucasica, ma divenuta Circumboreale; cresce un po’ ovunque spontanea nei prati prediligendo substrati argillosi, pesanti, ricchi di elementi nutritivi esposti al sole o a mezz’ombra ove il clima è più caldo. Fiorisce praticamente tutto l’anno (con una pausa estiva).
Quali parti si raccolgono e quando
Si raccolgono le giovani foglie e i capolini fioriti.
Quale uso se ne fa
Sia i petali che le giovani foglie possono essere aggiunte alle insalate. Le foglie possono essere consumate anche cotte, mescolate con altre erbe selvatiche. Tradizionale l’utilizzo in Toscana nei minestroni di verdura e nelle zuppe tipiche.
Un altro uso comune è quello come decotto da bere per depurarsi. L’infuso di foglie è considerato un ottimo diuretico e quello di capolini viene somministrato in caso di tosse secca. Le foglie contuse possono inoltre essere applicate sulle ferite come cicatrizzante.
Sfruttata nell’uso cosmetico per la sua capacità di ridurre la secrezione dei tessuti e le proprietà antinfiammatorie per le irritazioni della bocca e della gola e per le palpebre arrossate.
Curiosità
Fin dal medioevo alla margherita è stato attribuito un ruolo profetico. È ancora oggi usanza comune sfogliarla pronunciando la classica frase: “M’ama, non m’ama”.
Nel medioevo, le dame potevano concedere ad un cavaliere di ornare il proprio scudo con due margherite, riconoscendo così pubblicamente il suo amore.
Poiché il suo succo la rende inappetibile ad animali e insetti, facendola macerare in acqua se ne ricava un liquido che agisce come antiparassitario.
La pratolina è considerata l’emblema della purezza perché da sempre associata al gesto con il quale i bambini donano alla propria mamma mazzolini di questo fiore.
