Nepitella

Calamintha o Clinopodium nepeta (L.)
Savi (Fam. Labiatae)

Origine del nome

Il nome del genere proviene dal greco: “kalè” = bella e minta = menta. Il sinonimo: “klíne” =letto e pódion= piccolo piede o stelo; “Nepeta” per alcuni  deriva dal latino “nepa” cioè serpente, poiché si credeva la pianta avesse proprietà curative contro il morso dei serpenti, secondo altri deriva dal nome della città etrusca di Nepet, dove pare la Nepeta fosse coltivata.

Nomi dialettali toscani

Mentuccia, gnepitella, erbetta, erba da funghi, nipitella, e numerosi altri, come accade per le erbe più usate

Descrizione

È una pianta perenne con fusti ascendenti legnosi alla base, le foglie sono piccole, opposte ovate, color verde chiaro più o meno pelose con un forte odore gradevole che ricorda la menta; le infiorescenze saono allungate, fogliose, i fiori sono piccoli, violetti o biancastri.

Dove si trova

Pianta tipica degli ambienti montani dell’area mediterranea, è molto diffusa allo stato selvatico sul Monte Pisano, dove cresce preferibilmente in pieno sole, su terreni poveri, sassosi, aridi, spesso si trova sopra i vecchi muri.

Quali parti si raccolgono e quando

Si raccolgono i rametti provvisti di foglie.

Quale uso se ne fa

I rametti raccolti vengono sminuzzati ed impiegati per aromatizzare una infinità di pietanze: zuppe, insalate, e numerosi piatti a base di carne, pesce, funghi e verdure cotte, è ottima nella panzanella.

All’infuso ricavato dalle foglie sono attribuite numerose proprietà medicinali, come favorire la digestione ed avere azione vermifuga.

Curiosità

Rametti di nepitella messi assieme alla frutta ne ritardano la maturazione e tengono lontani i moscerini.

Nel passato si credeva che la pianta avesse la capacità di rendere forti gli animali che se ne nutrivano.