Parietaria officinalis L.
(Fam. Urticaceae)
Origine del nome
Parietaria deriva dal latino “parietarius” (che vive sui muri). Il termine “officinalis” indica l’uso in “officina” (cioè in farmacia).
Nomi dialettali toscani
Vetriola, muraiola, rossola, gamba rossa, corniola.
Descrizione
E’ una pianta erbacea perenne che può arrivare a 70-80 cm di altezza. Ha rizoma allungato, da cui si staccano fusti rossastri e pelosi, eretti oppure striscianti, più o meno ramificati. Le foglie, fatte a punta di lancia con lunghi piccioli, nella pagina superiore sono verde scuro, in quella inferiore sono verde più chiaro, ricoperte da una fitta peluria sottile che le rende “appiccicose”. I minuscoli fiori verdi, avvolti in un involucro peloso, sono raggruppati in dense infiorescenze globose situate all’ascella delle foglie; ogni infiorescenza comprende fiori solo maschili, fiori solo femminili e fiori ermafroditi con ovario e stami. Il periodo di fioritura inizia presto in primavera e arriva all’autunno. I frutti sono acheni scuri ed ovali, che rimangono avvolti dall’involucro del fiore. Una specie molto simile ma di dimensioni minori, più ramificata, è Parietaria diffusa, che è altrettanto commestibile.
Dove si trova
La parietaria è comune in tutta l’area mediterranea e in Italia, soprattutto al centro-sud, dalle coste fino ad 800- 1000 m di altitudine. Predilige luoghi aridi ma non troppo assolati e terreni ricchi di azoto; cresce soprattutto su muri e rupi.
Quali parti si raccolgono e quando
Si utilizzano fusti e foglie, meglio se giovani e raccolti prima della fioritura.
Quale uso se ne fa
In cucina si usa nei minestroni, oppure scottata leggermente in acqua e sale per contorni misti a base di erbe di campo o per aromatizzare frittate.
La parietaria è ricca di sali minerali, soprattutto di potassio, ed ha proprietà emollienti, diuretiche, antinfiammatorie; è utilizzata per contrastare i calcoli renali, aiutare le funzioni del fegato, per lenire le scottature e le infiammazioni della bocca e della gola.
Se si viene punti dall’ortica è utile applicare subito sulla parte irritata qualche foglia di parietaria.
Curiosità
La Parietaria era usata in passato dai vinai che mettevano delle foglie e un po’ di acqua all’interno di bottiglie e damigiane e poi le scuotevano per pulirle.
Il nome dialettale “vetriola” deriva proprio da questo uso.
I bambini (che un tempo giocavano all’aperto) si divertivano a fare sugli abiti decori composti con le foglioline adesive.
Il polline di questa pianta è una frequente causa delle allergie primaverili.
È la pianta spontanea con il più alto contenuto di calcio (supera i 900 mg per 100 gr di pianta).
