Se…….

Se a un certo punto della giornata, un pomeriggio fatto di scrosci di pioggia, nella solitudine del suo salotto (un luogo di inusuale eleganza orientaleggiante), la Snobbettina avesse immaginato di riprendere in mano la sua penna, e ne avesse intinto la punta nel calamaio di pettegolezzi e ironia che teneva sempre pronto. Se avesse meditabonda e compiaciuta guardato le piante appese alla balaustra prospiciente il salone, se questo fosse successo, come è certamente accaduto, allora sapremmo con certezza che il nostro beneamato personaggio stava annaspando per non affogare nelle incombenze doverose anche per una donna della sua levatura sociale e, ça va sans dire, morale. (Stenderei un velo pietoso sul significato intrinseco ed estrinseco di ‘morale’ per la Snobbettina.)

Se, è il ‘se’ è d’obbligo, avrete la fortuna di leggere queste rileccate righe che segnano la ricomparsa di un personaggio a voi affezionato, vuol dire che avete partecipato alla fastosa festa che si è tenuta nell’ospitale dimora dei Virgone, che con disinteressata munificità hanno aperto la loro casa e il parco ai soci nuovi e meno nuovi degli Horti Pisani.

Organizzazione impeccabile, per cui dobbiamo doverosamente ringraziare il nostro consiglio direttivo.  

Una serata all’insegna di una musica insolita che ci accarezzava insieme alla voce da usignuolo della musicista stessa. Anche la Nostra non ha trovato nulla da eccepire. Nemmeno le zanzare, così feroci negli ultimi tempi, hanno osato penetrare le porte del tempio degli eletti soci.

Se, con cautela, un appunto dovesse essere fatto, proprio un pelo nell’uovo, tanto per dire, una gratuita malignità, senza la quale però la serata perderebbe alquanto del suo fascino, la nostra cara Snob obietterebbe su una toilette un cincinino rileccata: si è notato uno scivolone nella scelta dell’abito, un po’ troppo azzurro, di una signora che, poveretta, aveva, con tutta probabilità, capito male: non è che perché siamo in un Garden club ci si debba addobbare con fiori a profusione che dal collo scendono ai piedi calzati (Ohibò) da una ben nota marca di scarpe ortopediche, per quanto adornate di brillanti (altro imperdonabile errore).

Invece si deve apprezzare l’abito di un’opulenta appropriata eleganza di colei che ha impersonato la cara zia del filoso Russeau, cui venivano indirizzate le lettere con le lezioni di botanica. 

Mentre ascoltava con la sua aria di annoiato interesse (però attenta, come suo ben occultato costume) il lettore/Russeau ha menzionato una famiglia di fiori a cui appartiene la margherita. 

Le composite.

Chi mai immaginava che un simile fiorellino, coi petali che da piccine si strappavano a uno a uno (‘m’ama, non m’ama’) fosse un insieme di tanti altri fiorellini, un complicato miracolo della natura?

La nostra, che mai vuole restare indietro, ha consultato la Treccani che così recita:

Ciò che pensiamo siano sepali e ciò che abitualmente chiamiamo i petali della margherita non sono né sepali né petali. Analogamente non è un fiore ciò che abitualmente chiamiamo il fiore della margherita; è piuttosto un capolino: tanti fiorellini piccolissimi raggruppati insieme in un’infiorescenza che assomiglia a un unico grande fiore.

La Snobbettina è stata vittima della propria ignoranza

Povera Snob, prima l’abito lungo a fiori, poi ‘La margherita, questa sconosciuta’, come sei caduta in basso.

Vostra, come sempre.

MCA