Non so chi di voi ha un orto. Se esiste in un angolo soleggiato del vostro giardino, suggerisco di cimentarsi con un’ombrellifera che mi risulta poco conosciuta sotto la linea del Po: il profumato cerfoglio. Negli orti nostri, quassù fra le montagne, cresce con vigoria, e proprio in questa stagione va raccolto – fresco e profumato – per la minestra di patate e cerfoglio, una bontà…
Cresce in terreni ricchi di azoto, anche se in natura si può scoprire già da aprile appunto vicino alle siepi o accanto a campi arati. Leggo che la pianta è ricca di vitamine A e B, magnesio, ferro, oli volatili. Non raccoglierei però il cerfoglio fuori dall’orto, perché è simile al Conium maculatum, all’Aethusa cynapium o al Chaerophyllum aureum, abbastanza tossici e molto assomiglianti al nostro profumato cerfoglio. Solo che questi ultimi non odorano di anice.
Per chi ama far l’erborista, forse avrà piacere conoscerne anche gli usi. In primavera ha effetti depurativi, aiuta reni, fegato e bile. È un noto digestivo e le foglie e i gambi si possono usare per le tisane che aiutano contro le stanchezze primaverili. Le neomamme possono assumerle per aiutare la montata lattea. In cucina si usa come il basilico: salvo che nel caffellatte, va bene ovunque.
Martha Canestrini




